Millennials e Gen Z: cosa cercano davvero sui social? I contenuti che raccontano il disagio relazionale dei giovani

Dietro lo scroll quotidiano sui social si nasconde spesso un bisogno profondo di comprensione, relazione e crescita personale. I numeri iniziano a renderlo evidente: secondo una ricerca del Consiglio Nazionale dei Giovani, circa il 20% degli under 30 vive una forma di disagio psicologico, percentuale che sale oltre il 26% tra i giovani tra i 18 e i 24 anni.

In questo contesto, i social media stanno diventando uno spazio in cui le nuove generazioni cercano risposte, strumenti e riconoscimento.

Non si tratta solo di contenuti virali, ma di veri e propri specchi digitali in cui Millennials e Gen Z provano a riconoscersi.

I social come osservatorio dei bisogni delle nuove generazioni

Un esempio interessante arriva dai contenuti pubblicati da 107 e Lode, realtà italiana dedicata alla formazione e alla crescita personale che conta oltre 240 mila follower tra Instagram e TikTok.

Analizzando i reel più visualizzati del profilo emerge una fotografia molto chiara dei temi che interessano di più i giovani tra i 18 e i 35 anni.

Dietro milioni di visualizzazioni si nascondono tre macro-temi ricorrenti:

  • manipolazione nelle relazioni
  • ansia sociale
  • percezione di sé e bisogno di autenticità

Tre aspetti diversi ma legati da un denominatore comune: la difficoltà di costruire relazioni autentiche in un’epoca iperconnessa.

Manipolazione nelle relazioni: il tema più discusso

Tra i contenuti più visualizzati spiccano quelli dedicati alla manipolazione nelle relazioni interpersonali, con diversi video che superano il milione di visualizzazioni.

Il tema riguarda ambiti molto diversi:

  • relazioni sentimentali
  • contesti lavorativi
  • rapporti familiari
  • amicizie

Ciò che emerge dai commenti non è soltanto curiosità, ma un forte senso di identificazione.

Molti utenti raccontano esperienze personali, trasformando i contenuti in spazi di confronto collettivo.

In una generazione cresciuta in un contesto digitale dove le dinamiche di influenza e persuasione sono sempre più presenti, la capacità di riconoscere comportamenti manipolativi diventa una competenza relazionale centrale.

Ansia sociale: quando anche le situazioni quotidiane diventano difficili

Un altro contenuto particolarmente virale ha superato 1,6 milioni di visualizzazioni raccontando una scena apparentemente semplice: ordinare una pizza al telefono.

Nel video, il co-founder Daniele Tagliani interpreta diverse versioni di sé stesso mentre affronta l’ansia legata alla telefonata.

Il tono è ironico, ma il messaggio è molto serio.

Nei commenti, centinaia di utenti raccontano di provare la stessa difficoltà nelle interazioni quotidiane, confermando quanto l’ansia sociale sia diffusa tra i giovani.

Secondo Daniele Tagliani:

“Il Covid ha lasciato un vuoto relazionale enorme. Ci troviamo davanti a ragazzi sempre più connessi digitalmente ma sempre più soli nella pratica. E con l’arrivo dell’AI c’è chi inizia a sostituire le conversazioni umane con i chatbot: è un segnale che non possiamo ignorare”.

Il bisogno di essere visti per ciò che si è davvero

Il terzo tema ricorrente riguarda la percezione di sé e il bisogno di autenticità.

Molti contenuti virali affrontano domande come:

  • come essere percepiti dagli altri
  • come costruire sicurezza personale
  • come esprimere la propria identità senza paura del giudizio

Secondo il Rapporto MIB 2025 dell’IRPPS CNR, oltre un terzo degli studenti italiani ha livelli di autostima bassi, con percentuali che tra le ragazze arrivano quasi al 48%.

Questo dato spiega perché i contenuti dedicati alla costruzione dell’identità personale superino frequentemente il milione di visualizzazioni.

Il paradosso della Gen Z: più digitale, ma con più bisogno di relazioni reali

Nonostante la forte presenza online, sta emergendo un fenomeno interessante: sempre più giovani cercano spazi di incontro dal vivo.

Nel caso della community di 107 e Lode:

  • oltre 5.500 persone hanno partecipato ai percorsi formativi e alle Academy
  • gli eventi dal vivo hanno registrato più di 2.000 presenze complessive

Secondo Daniele Tagliani, anche le sessioni di onboarding raccontano lo stesso trend:

“6 su 7 nelle ultime sessioni hanno citato il bisogno di relazioni. Non è un dato statistico, ma un segnale chiaro: quando le persone arrivano da noi, quello che cercano davvero è uno spazio in cui sentirsi meno soli”.

Cosa insegna questo fenomeno alla comunicazione digitale

Dal punto di vista della comunicazione, questi dati offrono un insight molto chiaro: le nuove generazioni non cercano solo intrattenimento sui social.

Cercano:

  • comprensione
  • strumenti pratici
  • spazi di confronto
  • relazioni autentiche

Per brand, creator e professionisti della comunicazione questo significa ripensare il ruolo dei contenuti digitali.

Non più soltanto contenuti virali, ma contenuti capaci di intercettare bisogni reali. Perché dietro ogni visualizzazione, spesso, c’è qualcuno che sta cercando di capire meglio sé stesso e il proprio posto nel mondo.